sabato 29 maggio 2010
A colloquio con l’assessore Morandi Dal signor D. a Camilla passando attraverso la crisi
Proseguono le disavventure di Camilla Camilla: perché? Che fare?
Cosa succede quando si dipende dagli altri per muoversi Storia di Camilla, disabile
La casa del signor D., storia di degrado ed abbandono
Dopo essere stato 18 anni attaccato ad un respiratore al nono piano dell' ospedale
“Guardo dalla finestra Saronno e rispolvero i miei ricordi. Un flash m’illumina la mente e mi rivedo a 3 anni quando, per mano a mia mamma, percorrevo Via Roma per andare a trovare il nonno. Ho fatto le elementari alla Ignoto Militi. Il gioco allora era per noi fondamentale. Fu proprio durante una partita di pallone in cortile che mia madre si accorse che cadevo spesso… Mi furono ingessate entrambe le gambe e non potevo camminare. Ripetei la terza a causa delle molte assenze. Quando andavo a scuola mia madre mi accompagnava con la bicicletta, io seduto sul sellino. Poi cominciai a calzare scarpe ortopediche. Avevo ormai quindici anni quando iniziai a frequentare
Sfilata equosolidale del Sandalo Per cambiar vita con un vestito…
Per l’immaginario collettivo una sfilata di moda è un evento riservato ad un’elite che vede i nuovi lavori dei vari ‘maghi’ del settore che subito diventano status symbol da imitare e magari falsificare. Di sicuro non associa etica ad estetica. Cosa che invece ha fatto “Il Sandalo” con l’evento organizzato venerdì 14 nel salone Acli di Vicolo S. Marta con anche la partecipazione del nuovo sindaco Luciano Porro (video su www.pierodasaronno.eu). “Io vesto la stoffa giusta”, sfilata equosolidale con happy hour, presentazione della collezione estate 2010: abbigliamento, bigiotteria ed accessori, ha voluto essere un momento in cui vedere il lavoro di persone provenienti da varie parti del mondo cercando di ragionare sui loro usi e costumi e sul loro modo di interpretare la vita. L’acquisto in questo caso ha voluto dire conoscenza e condivisione, ed anche un modo per sottolineare la cultura che sta dietro la creatività, ma anche l’amore per la natura e la solidarietà per le persone più fragili. Un modo quindi di cercare di cambiare vita cambiando vestito, per cercare di condividere con gli altri quel bisogno di far compere che a volte ci prende quando ci si sente depressi ed incanalarlo verso un progetto di vita togliendolo dal privato e consegnandolo all’immaginario collettivo…
Antonio Roberto Gervasio: storia di un dottore a 360 gradi Da Milano a Parlasco con in testa un casco...
Durante il Rinascimento italiano operarono moltissimi artisti: Giotto, Michelangelo, Leonardo... Sui libri di scuola si legge che è perché vi era l'ambiente ideale. Il dottor Antonio Gervasio, medico del lavoro in pensione, attualmente consulente di molte ditte tra cui la Lu.ve di Uboldo, consigliere ed amministratore delegato della cooperativa sociale Alfa, è cresciuto, secondo noi, nell'ambiente ideale per essere l'uomo giusto al momento giusto. Nato a Milano nel '46, nel '68 era un giovane studente di medicina, già legato sentimentalmente a colei che ancora oggi è sua moglie: Franca Vittani Carissimo. La stessa signora Franca ci ha raccontato dell'incontro con lo studentello barbuto e magrissimo in un campeggio, in ferie, dove lui andò con gli amici in tenda (e facevano un casino bestiale) e lei era con il padre. S'incontrarono lì nonostante abitassero vicini a Milano... Il giovane studente diventò, prima che dottore, un sessantottino idealista impegnato politicamente come tanti suoi coetanei. Ma lui era diverso, il suo idealismo non sfociò in strade sbagliate come per tanti: suo padre aveva conosciuto Gramsci (motivo per cui ancora oggi legge l'Unità tutti i giorni...) e lui scriveva su giornali di quartiere: voleva si cambiare il mondo ma in maniera concreta, un pezzo alla volta.
Fu in quel periodo che capitò con gli amici, in un paesino dell'Abruzzo dove Cristo non s'era fermato: Guilmi. Organizzarono con entusiasmo e gratuitamente quelle che adesso sono le lezioni estive per recuperare i debiti formativi nella scuola del paese. Fu lì che i quattro amici trovarono, nel seminterrato, vecchi temi dei ragazzi che ancora oggi Antonio conserva registrati su nastro per farne, un giorno chissà, un libro che ne parli; che parli di chi scrisse dei genitori che lavoravano come animali e della correzione del maestro in rosso: come negri... o di chi scrivendo di un suo amico 'scemo', dovette leggere questa sprezzante nota del maestro: "non poteva che essere amico tuo!"... Adesso quella scuola di Guilmi, in estate, diventa la casa vacanze della Cooperativa, perché i suoi ragazzi ma anche tanta altra gente possano andare in ferie. Diventato dottore, e poi medico del lavoro, operò per anni a Saronno in Via Fiume nella stessa struttura dove, ai tempi, c'era il Cps ora in Via Don Bellavita. Un altro incontro che cambiò la sua vita: vivere fianco a fianco con malati psichici che interrompevano le visite e lo tenevano allegro, lo portò ad interessarsene sempre di più tanto da entrare nella cooperativa sociale Alfa perché credeva nel lavoro come mezzo per acquistare o riacquistare dignità, gradino importante verso il miglioramento clinico e l'indipendenza personale e sociale. Dopo gravi problemi dovuti alla passata gestione, prese, qualche anno fa, ad interessarsene sempre più da vicino con l'aiuto della moglie Franca e di amici come Laura e Venanzia o Roberto Bianchessi facendo anche personalmente la raccolta differenziata con un vecchio e sgangherato camion, partendo con due, tre ragazzi ed arrivando ad ieri che ce n'erano 60. Alla Lu.ve, dove lo si può trovare all'ufficio "Ambiente & Sicurezza", è riuscito a portare anche i suoi ragazzi vincendo l'appalto due anni fa, senza sconti come sempre. adesso, il loro sogno è trasferirsi a Parlasco, paesino delle montagne sopra Lecco, nella baita del suocero ristrutturata da lui nel senso letterale del termine, cioè con le sue mani, dove c'è anche una casa del Cinquecento piena di tesori, un museo quasi, appartenuta ai Carissimo, la famiglia della moglie, ed i murales di un famoso bandito del posto. Lì c'è uno splendido panorama, castagne e funghi, ma, c'è da scommetterlo, non smetterà mai di portare a testa alta, con dignità e semplicità, assieme al casco giallo, un tesserino con scritto Antonio Gervasio, in tutto uguale a quello di tanti ragazzi socialmente difficili, a tanti extracomunitari senza lavoro nè casa, a ladri ed a puttane; a tanta gente come noi del Clan/destino, che abbiamo lavorato anche in discarica...
Alla ricerca di un mondo perduto Ballando al Polverone, a due passi dalla Cooperativa
A due passi dall'Auchan Storia di una puttana perbene
Un centro commerciale è un grande contenitore. Come per un computer, ha degli input in ingresso e degli output in uscita: tante cose, tante persone, tanti desideri che si concretizzano, tanti momenti passati a consumare la vita magari prendendo il fresco dato dall'aria condizionata. A Rescaldina l'apertura dell'Auchan ha cambiato la vita di molti anche se ha inaridito il paese, ma è questione di punti di vista, di scenografie che si sovrappongono in dissolvenza come certe pubblicità.
E' in questo contesto che si svolge la storia che andiamo a raccontarvi mentre sorseggiate un caffè od aspettate il treno.
E' la storia di una puttana con cui una mattina abbiamo condiviso il momento della colazione nel bar sotto casa nostra salutandoci con un certo imbarazzo essendoci solo noi due appoggiati al bancone. Più tardi, andando al lavoro, l'abbiamo notata ai bordi della strada, a due passi dall'Auchan e da una stradina che si perde nei boschi il cui stato di degrado è documentato dalle foto a corollario dell'articolo. Era lì, vestita normalmente, con un fisico normale, anzi forse un poco abbondante: un'immagine ben diversa dallo stereotipo della meretrice, sguaiato, appariscente e, soprattutto, diverso dal nostro. Era lì ad adescare clienti mentre un attimo prima aveva in mano cappuccino e brioche. Proprio come noi, proprio come se fosse una di noi. Da quel giorno l'abbiamo rivista altre volte e, a volte, l'abbiamo superata con la macchina mentre lei s'avviava a piedi con aria triste. Chissà, forse abita nei paraggi, abbiamo pensato. Poi, una mattina che eravamo in ferie, siamo passati di lì con l'ormai inseparabile macchina fotografica, abbiamo imboccato quella stradina con la curiosità bambinesca di chi vuol sapere dove va una strada ed abbiamo scattato le foto le vedete finchè, finalmente, raccolto il coraggio necessario, abbiamo accostato vicino a lei, le abbiamo detto chi siamo e cosa volevamo. Lei, senza fare una piega, ci ha detto che ci avrebbe raccontato tutto ciò che volevamo sapere, bastava che monetizzassimo il tempo che ci avrebbe dedicato: 50 euro, trenta minuti. E così è stato. "Sai, non penso che ti ricordi ma abbiamno bevuto un caffè insieme,,," "Non saprei, ne vedo di gente io!" "Abiti qua vicino? T'ho vistab arrivare a piedi,,," "No, vengo da Rho: prendo il treno fino a Legnano poi il pulman per la Bassetti,,, " "Quanto m'avresti chiesto se avessi voluto scoparti?" "30 euro bocca e fica, per 50 t'avrei dato anche il culo ma non t'avrei baciato. Il bacio no, sarebbe come vendere anche i sentimenti...Con 100 euro saremmo andati anche in un motel che avresti pagatoi tu naturalmente. Tutta la mattin aalmeno 200..." "Perchè batti di mattina?" "Perchè a casa ho una figlia disabile; me la guarda una signora per 17 euro all'ora che pago settimanalmente" "E tuo marito?" "M'ha lasciata trent'anni fa (la 'bambina' ne ha 31 anche se, celebralmente, è come se ne avesse 6) dopo tante botte ed umiliazioni" "E la famiglia?" "Non ho più nessuno: ero figlia unica..." "Quanti soldi guadagni mediamente?" "A volte faccio anche solo 20 euro come oggi che sono 'indisposta' ed anche un cliente abituale, uno di quelli che ha anche il mio numero, se n'è andato; lui vopleva scopare ma io non potevo. Meno male che sei arrivato tu così forse potrò quasi pagare la bolletta della luce che è già scaduta da due giorni" "Non l'hai sempre fatto qui vero?" "No, prima ero dietro il cimitero di Busto ma poi i carabinieri m'hanno fatta sloggiare perchè lo facevo proprio davanti ad un altro centro commerciale che hanno aperto. E poi c'era il bosco..." "T'hanno mai picchiata?" "In agosto un marocchino m'ha rapinata, ma avevo solo 20 euro...ho dovuto però rifare tutti i documenti" "Abusi sessuali di qualsiaisi tipo" "Francamente no" "Hai mai cercato un altro uomo?" "E chi mi vorrebe a me? Sono ormai trent'anni che faccio questo lavoro...". "Ed hai sempre guadagnato così poco?" "No,ai tempi guadagna molto di più: ci ho anche saldato tutti i debiti..." "Allora la casa è tua" "No, sono in affitto: 450 euro al mese" "Lo faresti un altro lavoro?" "Certo, ma per tutti se hai cinquant'anni come me sei tgroppo vecchia" "Quali sono le tue speranze?" "Ma, non dover dare tutti quei soldi alla badante di mia figlia, adesso forse tramite i servizi sociali...adedsso però torniamo indietro che spero di fare altri 20 euro per pagare quella bolletta" "Va bene". Era già passata mezz'ora e qualcosa avevamo avuto anche noi pescando vicino a quel gran contenitore che è un centro commerciale...
Se vincessi al Superenalotto… “Affitterei l’Esselunga per due settimane con apertura gratis ai pensionati” Le dichiarazioni dell’uomo con la 500 rossa
Questa è una storia che parte da una fabbrica: tanti operai, tanti camion che entrano e che escono, tante persone che si muovono, chi formica, chi leone… Questa è una storia che parte una sera, poco prima dell’uscita, davanti all’entrata di una palazzina, dove s’erano riuniti alcuni operai che, finito il lavoro, occupavano gli ultimi minuti della settimana in chiacchiere. “Avete visto? 90 milioni di euro per il 7!” “Già, io mi comprerei un’isola e la riempirei di donne bellissime, tutte ai miei piedi!” “Io farei il giro del mondo!” “Io…” “Io affitterei l’Esselunga per due settimane e la terrei aperta giorno e notte perché tutti i pensionati possano fare tranquillamente la spesa gratis!” “?” Nessuno l’aveva visto, s’era avvicinato silenzioso dopo essere sceso dal suo camion, anche lui a fine giornata. Lo riconobbero tutti, era il camionista che arrivava con una vecchia 500 rossa tutta luccicante, che sembrava sempre appena uscita dalla concessionaria. “Si, affitterei l’Esselunga. A cosa mi servono i soldi? Ne ho abbastanza, ho il frigo stracolmo e tutte le comodità. Sapete, settimana scorsa ero là con mia moglie a fare la spesa. Davanti a me c’erano due vecchietti. Io li vedevo: si sono fermati alla fine della prima campata e non avevano ancora messo niente nel carrello. Parlottavano tra di loro. Poi ho sentito lui quando lei ha preso del radicchio: “Ma hai visto quanto costa?” e lei l’ha messo giù. Io intanto seguivo mia moglie, ogni tanto li sorpassavo, ogni tanto li avevo di fianco, ogni tanto mi sorpassavano. Si sono fermati al banco del pesce e l’hanno solo annusato, a quello della carne idem. Allora non ce l’ho fatta più: mi sono avvicinato ed ho detto alla signora: “Signora, non si offenda e faccia come le dico. Riempia tutto il carrello, lo faccia stracolmo e poi m’aspetti alla cassa numero 10. Pago io per voi e, mi raccomando, si ricordi del radicchio!” “Lei m’ha guardato incredula, ha dato uno sguardo speranzoso al marito ed ha detto “va bene…” piano. Alla fine dei giri di mia moglie, siamo finalmente arrivati alle casse. Mi sono avvicinato a quella numero 10. Erano l’ha che m’aspettavano con il carrello pieno a metà” “Signora, poteva riempirlo di più…” “Non volevamo approfittare troppo, lei è stato così gentile…” Ho fatto la coda, ed ho pagato loro il conto: 86 euro: chissà quanto tempo era che non facevano una spesa così…” Mia moglie m’ha guardato e m’ha detto: sei proprio mezzo matto!” ma io sono andato a casa bel contento. Da ragazzo guadagnavo bene anche se ho fatto un periodo che ho patito anche la fame. So cosa significa. Una volta sono tornato ed ho trovati i ragazzi del mio condominio che parlavano delle giostre vicine… non potevano andarci perché mancavano i soldi. Allora ne ho caricati 15 in macchina ed ho fatto fare loro più di un giro. Alla fine erano felicissimi! ”Sapete”, ha poi proseguito, ve ne racconto un’altra: “Avevo un amico che stava bene, era ricco. Poi gli è morta la moglie ed il figlio e la nuora gli hanno detto: “Papà, adesso che sei rimasto solo, ti facciamo un appartamentino tutto per te in cantina” “va bene” ha detto lui. Poi, dopo un po’, gli hanno detto: “Sai, a … c’è un istituto per anziani che è una favola!” e lui “va bene” Poi m’ha chiamato: erano mesi che non li vedeva e m’ha detto: “Gliel’ho combinata grossa a quei due!” Senza aggiungere altro. Mesi dopo trovai il figlio in comune che faceva domanda per una casa popolare: non aveva più niente, nè lui né la sua grassa signora. Il padre l’aveva davvero combinata bella: aveva venduto tutto ed era andato in Sudamerica a spassarsela…”. Mah, chissà se è vero: dopotutto è solo una storia che parte da una fabbrica: tanti operai, tanti camion che entrano e che escono, tante persone che si muovono, chi formica, chi leone. Ma lui adesso lo chiamo Schumi…
Una domenica bestiale con imbianchini e burattini…





La dimostrazione di protesta di cui vi parlavamo settimana scorsa c’è stata. Domenica 18, in pieno centro, tra la curiosità dei passanti e di chi usciva da messa, gli esponenti di Uniti nel Centro Sinistra per Turate, a cominciare dai due consiglieri comunali Cosetta Garavaglia e Marco Tenconi, si sono vestiti da imbianchini, con tanto di cappello di carta e rullo, esponendo numerose foto di ciò che è avvenuto nella notte tra venerdì 9 e sabato 10 quando tutta Turate, compresa la casa della Garavaglia, è stata tappezzata di Alberto da Giussano e sui muri di diversi edifici sono comparsi cartelli abusivi riconducibili al gruppo consiliare Pdl-Lega Nord. Il fatto curioso è che, in contemporanea, si svolgeva, anche se sul sito comunale compare “nessun evento per questo periodo”, la manifestazione, senz’altro condivisibile da tutti, ripuliamo il verde organizzata proprio dalla Lega. “In quel momento c’è però parsa una presa in giro…” ci ha detto la Garavaglia, che ha anche aggiunto: “ma di contraddizioni la vita politica turatese è piena. Il consiglio comunale di venerdì 16 per esempio è iniziato molto bene con dichiarazioni di apertura e di dialogo subito rimangiate però dai fatti. Le mozioni presentate dal’opposizione tutta affinché rappresentanti di ogni gruppo consiliare facessero parte di tutti i Cda di enti e società controllati dal Comune senza che vi partecipi invece il segretario comunale, per evidenti conflitti di interessi, sono state subito bocciate senza spiegazioni. Andrea Fiorella, il segretario comunale, continuerà quindi ad essere anche l’amministratore della farmacia per esempio, farmacia che ha uno strano statuto per cui è stato possibile, con gli utili dell’esercizio, costruire la caserma, tra parentesi interamente a carico di Turate anche se servirà anche Rovello e Rovellasca. Se uno di noi fosse stato in quel consiglio d’amministrazione avrebbe chiesto che quei soldi venissero messi a disposizione di attività socialmente utili. La stessa cosa sarebbe successa se fosse stata approvata la mozione che prevedeva una diminuzione degli emolumenti a sindaco ed assessori. Ma così non sarà… Mi sembra che il messaggio sia forte e chiaro: noi siamo i padroni e facciamo quello che vogliamo, abbiamo i numeri per farlo”. “Già, anche se c’è stato chi mi ha detto di vergognarsi di aver votato per il Carroccio...” ha concluso il Tenconi.
Il 25 Aprile del sindaco in scarpe da tennis


Turate, domenica 25 Aprile, ore 11. Parte il corteo. La novità è la corona depositata anche dal gruppo consiliare Uniti nel Centrosinistra per Turate, nonostante abbiano dovuto insistere per poterlo fare. Cristiano Banfi, nuovo sindaco anche se sul sito comunale appare ancora il nome del cugino Leonardo Carioni, era al suo debutto istituzionale dopo il suo insediamento in consiglio comunale. E’ triste dover scrivere che ha fatto di tutto per far capire di essere poco interessato alla cosa a partire dal look giacca e scarpe da tennis ed è anche triste aver letto le riflessioni di chi di quel giorno ha scritto: “oggi credevo di andare alla celebrazione della festa della liberazione, ma temo di aver sbagliato in quanto il nostro sindaco ha parlato solo di famiglia, nonni, padri… non ha mai pronunciato le parole: resistenza, liberazione, partigiani, caduti per la libertà dal nazifascismo. Ho sbagliato data o commemorazione...”. Allora, per lui e per il nuovo sindaco, vorremo ricordare che il 25 aprile è la festa degli italiani, perché quel giorno del 1945 tutti gli italiani, compresi coloro che avevano preso parte al fascismo, sono tornati liberi, normali. Ma se è così, sarebbe bene allora che tutti noi non dimentichicassimo da dove arrivano, queste libertà e questa democrazia e che ci ricordassimo di ringraziare chi, là sui monti, non aveva niente, dormiva sulla paglia e viveva di quello che le donnette del paese portavano di notte, sfidando i tedeschi. Tutta gente con idee politiche diverse, ma uniti da due obiettivi: mandare via i tedeschi e fare in modo che il fascismo non potesse più tornare. Il nostro amico Ale Galli sul suo blog (www.alegalli.wordpress.com) ha scritto: “mio nonno allora era fascista, volontario franchista nella guerra civile spagnola; mia nonna invece era proprietaria di un albergo, nascondeva i partigiani nelle stanze sfidando i mitra tedeschi e, di notte, saliva sui monti a portare da mangiare. Si sono trovati e si sono sposati, e mio nonno, Maresciallo dei Carabinieri a Saronno negli anni ’60, ha servito lo Stato per il resto della sua vita, è stato sepolto avvolto nella bandiera italiana durante un funerale che ricordo con commozione e orgoglio. Loro, così diversi, hanno saputo superare le divisioni, sposarsi, avere dei figli, costruirsi un futuro…”. Ma quale futuro adesso se le cose vanno così?
Un egiziano disoccupato ritrova un portafoglio e lo restituisce
Mohmoud Ali Taha Mohamed, egiziano 33enne residente a Turate, proprio mentre si svolgeva il Consiglio Comunale è entrato nel cortile chiedendo ai presenti, usciti per fare commenti e fumare, come poteva fare per restituire un portafoglio che aveva trovato sulla strada appena fuori, nei pressi del bar adiacente. Lo abbiamo allora portato personalmente alla vicina caserma dei Carabinieri visto che l’ufficiale di polizia locale presente non poteva muoversi per fare il verbale. Lo stesso preposto, in caserma, dopo aver preso tutti i dati ed aver steso la denuncia di rinvenimento prevista in questi casi, ci diceva che difficilmente chi restituisce un portafoglio vi lascia il contante presente. Mahmoud invece ha restituito anche il centinaio di euro che c’erano dentro il portafoglio dicendoci candidamente: “non lavoro e non ho soldi, ma quelli non erano soldi miei”. L’egiziano è giunto in Italia più di due anni fa e vive con il cugino nei pressi del centro. Ha fatto il muratore ma attualmente è disoccupato. Che dite, non lo meriterebbe un lavoro?
Il caso della coccarda tricolore
E’ iniziato subito con un siparietto il Consiglio Comunale. Infatti sia i due consiglieri di “Uniti nel Centro Sinistra per Turate” che tutti i simpatizzanti della lista presenti in aula avevano appuntata sulle giacche una coccarda tricolore. Il motivo è stato spiegato dalla capogruppo Cosetta Garavaglia che ha detto che è stata una decisione presa al loro interno per celebrare i 150 anni dall’Unità d’Italia. Un altro effetto dell’iniziativa, presa anche per competere con il fazzolettino verde degli iscritti alla Lega Nord, è stato quello di mostrare a tutti quanto siano partecipi della cosa pubblica anche solo da un punto di vista numerico visto che il pubblico era disseminato di tricolori…
Il bilancio di un Consiglio Comunale incandescente…
Consiglio Comunale con scintille quello di lunedì 17 che andava a discutere del bilancio; prova ne è che quando eravamo dai Carabinieri per la denuncia di rinvenimento (vedi articolo) abbiamo potuto sentire che l’ufficiale di polizia locale chiedeva preoccupato rinforzi all’Arma. Due cose ci sono rimaste impresse nonostante l’uscita. La prima è che il sindaco Cristiano Banfi dipende in maniera imbarazzante dal Segretario Comunale che rispondeva in sua vece spesso e volentieri. La seconda che lo stesso segretario ha presente anche lui a spanne le varie procedure tanto da rimanere interdetto quando la capogruppo di “Uniti per il Centrosinistra di Turate” Cosetta Garavaglia ha dichiarato di non aver potuto procedere alla stesura di emendamenti sul bilancio. Ci è rimasto poi l’eco di una domanda che abbiamo sentito: cosa ci fa un assessore esterno che non è un tecnico? Nello specifico perché il signor Cono Raffaele Addamo è assessore al bilancio e al commercio non essendo un tecnico del settore?
venerdì 28 maggio 2010
Camminmangiando
Alla fine anche Armando, il volontario della Pro Loco che faceva da servizio scopa, cioè controllava che tutto fosse in ordine alle spalle dei partecipanti, ha potuto bere il bicchiere della staffa di “Camminmangiando”, camminata nella natura con tappe culinarie che ricalcano le portate di un pranzo, evento ormai diventato tradizione del I° maggio rescaldinese. Il ritrovo era per le 10,30 al ‘pallone’ di Rescalda, dove si sono eseguite le ‘punzonature’ dei quasi 100 partecipanti e dove si sono preparati i manicaretti da portare nei punti di ritrovo, come quello della signora Emilia Masun (nella foto), dove custodisce i covoni di paglia. Non c’era un nastro di partenza, né è stato dato un via!; semplicemente Gigi ha detto: “andiamo” e sono partiti a scoprire il bosco del Rugareto e i sentieri che costeggiano il torrente Buzzente. Unico neo, non certo dovuto all’ottima organizzazione della trentina di volontari della Pro Loco, organizzazione che con le altre associazioni cerca in tutti i modi di tenere alta la socialità del paese, la presenza di rifiuti vari nei boschi e purtroppo anche di siringhe: “su questa stradina la notte si riuniscono i balordi della zona per fare le loro porcate… - spiegava uno dei partecipanti – è un vero peccato che siano state denunciati i casotti dei boschi dove spesso si facevano barbecue e quant’altro perché era un’iniziativa, se vogliamo illegale, ma che contribuiva a tenere puliti i boschi e nel contempo a tenere lontana certa gente”.
Notte bianca… coperta
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Peccato: la “notte bianca” di sabato 17 si è svolta solo al coperto sotto il pallone dei campi di Rescalda ed alle medie, dato il tempo altrettanto coperto, anzi piovoso. Ce lo ha sottolineato anche il sindaco Magistrali che ha aggiunto: “è stata comunque una grande occasione di aggregazione partita nelle scuole con la fiera del libro ed allargata al contributo sempre puntuale ed entusiasta delle associazioni”. “Dovremo proprio deciderci a cambiare data” ci ha detto invece un esponente della Pro Loco, mentre Gigi, della compagnia della Torre, era basito dall’acustica della struttura sportiva ma ci diceva anche che loro sono abituati alle difficoltà proprio mentre ci parlava della cantina dove abitualmente fanno le prove e della nostalgia per il bellissimo teatro omonimo, ora chiuso non si sa fino a quando. “Vedrà che lo riapriremo” è stata però la promessa del sindaco. E’ stata quindi una festa partita con grandi ambizioni che ha dovuto adattarsi alle condizioni atmosferiche riuscendo però a mantenere tutta la vivacità e la voglia di esserci e di fare di molti giovani e di molte persone che cercano di trasmettere idee e passioni, a partire magari da Corrado Sambito, uno che suona anche con grandi cantanti, che ha saputo raccogliere attorno a sé molti ragazzi per inserirli nella Banda del paese. E’ stato molto bello vederli addirittura pulire i loro strumenti alla fine dell’esibizione, soprattutto perché è stato un gesto che parla del loro amore per la musica. Questo, beninteso, senza tralasciare o sottovalutare l’apporto di tutti gli altri volontari, anzi. La domanda finale d'obbligo a questo punto è: “e se l'acqua fosse solo una metafora?
Quando andai a cena con l’Avvocato…
Tutti a Turbigo conoscono Camillo Cedrati, classe ’34, per 15 anni dirigente accompagnatore dell’Inter prima di Facchetti. Quando, di solito la domenica mattina, si ferma al bar Tapella di Via Allea Comunale per un aperitivo, c’è sempre chi gli chiede notizie fresche sulla squadra anche se ormai non la segue più così da vicino come una volta. “Dal di fuori sembra tutto bello, ma sappi che fare l’accompagnatore della squadra era ed è un impegno non indifferente: bisogna preparare la distinta, i documenti, caricare i giocatori prima della partita e durante l’intervallo quando sei negli spogliatoi con loro e l’allenatore. Per non parlare delle trasferte, spesso massacranti almeno ai miei tempi. Adesso si prende l’aereo in qualsiasi occasione, allora si andava in pullman e ricordo ancora un interminabile ritorno da Reggio Calabria in treno. E ci sono anche gli inconvenienti: ricordi quando tornai dalla Turchia con la dissenteria?”. “Beh, però ha avuto modo di frequentare un certo ambiente”. “Certo, hai ragione. Pensa che una volta sono stato anche a cena con il Trap e l’Avvocato…”. “Cosa mi dice del Trap?”. “Secondo me è stato il miglior allenatore che ho conosciuto, indipendentemente anche dallo scudetto dei record. Lui era semplicemente straordinario, sia per come preparava le partite che durante le gare; senza dubbio un grandissimo motivatore. Avevamo una tradizione ad ogni partita: portavamo un asciugamano che distendevamo sui nostri due sedili e poi c’era un frate che ci preparava una bottiglietta con l’acqua santa che io spargevo attorno alla panchina a più riprese. Dopo il Trap venne Orrico ma il frate continuò a darmi l’acqua santa fino al giorno in cui Orrico, per sbaglio, assetato, prese la bottiglietta e la bevve! Sapessi poi le imprecazioni che gli ho tirato!”. “Ma com’è che è entrato nell’Inter?”. “Nel ’61 fondai l’Inter Club alla pesa e poi istituii un premio in cui i giornalisti votavano il miglior giocatore nerazzurro. Non esagero se ti dico che qua a Turbigo venivano sempre decine di giornalisti, compreso Gianni Brera e Maurizio Mosca. Vennero anche dirigenti nerazzurri che mi tirarono dentro, poi Fraizzoli volle che facessi l’accompagnatore”. “Il calcio di allora è diverso da quello di adesso?”. “Non c’è dubbio. Pensa che allora il premio partita, per quelle più importanti come con Milan e Juve, era una sterlina d’oro. Mazzola guadagnava 28 milioni, Facchetti 26. Ai tempi ricordo che comprai un appartamento per 6, quindi i migliori giocatori dell’Inter, col guadagno di un anno, potevano comprarsi poco più di 4 appartamenti. Adesso quanti? Dimmelo tu… Allora c’era anche molta più serietà ma tant’è”. “E Mourinho?”. “Probabilmente se ne andrà e fa bene naturalmente se vuol curare i suoi interessi. Se vinciamo sabato sera, e tocco ferro, lui dal Real Madrid prenderà almeno 30 milioni l’anno, vedrai”. “Chi arriverà?”. “Penso Benitez o Capello, più Capello però: Benitez ha dietro uno staff troppo numeroso.” “Lei dove sarà sabato sera?” “In tribuna s’intende! E sappi che vinceremo! Dai quando riprenderanno gli allenamenti andiamo insieme ad Appiano, te li presento, anche se sei un milanista…”.
Il compleanno col botto del parrucchiere del Che

Conoscere Emilio Girasole, coiffeur di Unisex Air Point di Via Colombo, significa conoscere cosa vuol dire la passione per il proprio lavoro unita alla predisposizione ai rapporti interpersonali, cosa che spesso stride in questo mondo in cui tutto viene risucchiato da centri commerciali e negozi low-cost. Da sempre è risaputo che i parrucchieri raccolgono le confidenze dei clienti e sono fonte di ‘spetegules’ tra giornali di settore e calendarietti sexy profumati… Emilio Girasole è senz’altro una persona molto estrosa, vedi ad esempio il look, la gabbia con canarino appesa fuori sul ramo di un albero o la bandiera di Che Guevara esposta a volte su di uno specchio. Poi, essendo anche intelligente, ha saputo, nel corso degli anni, perfezionare ciò che è nella leggenda del settore con la cura dei particolari: dal biglietto d’auguri per il compleanno del cliente memorizzato su scheda personale, all’accogliere personalmente la vecchietta che scende dalla macchina o farlo fare a Silvia od alla sorella Marianna, che collaborano con lui. Tutte cose che hanno creato un certo ambiente familiare e confortevole per cui gli è stato facile, settimana scorsa, il giorno in cui chiude la sera tardi, organizzare un happy hour per festeggiare il suo compleanno invitando le clienti più affezionate e quelle… del momento. Così anche il cliente dell’ultima ora si è ritrovato con un pasticcino in mano ed un bicchiere di spumante stropicciandosi gli occhi per un simile trattamento e fa niente che probabilmente è rientrato a casa una mezz’ora dopo: ha passato un momento piacevole in tutto relax. C’è da scommettere che la prossima volta non dirà “vado dal parrucchiere” ma “vado da Emilio”…
Yassine phone: telefono, internet, e tanto altro
Il sindaco di Ceriano Laghetto, Dante Cattaneo, affermando che “l'esperienza ci insegna che attività come rivendite di kebab e di telefonia diventano spesso punti di incontro senza regole di immigrati clandestini se non veri e propri paraventi di attività illecite, con gravi conseguenze sulla qualità della vita e la sicurezza dei residenti”, ha emesso una delibera che ha fissato limiti e divieti per queste attività. Divieto nel nucleo storico, procedura negoziale in periferia. Pochi mesi dopo anche il sindaco di Rovello Porro, Gabriele Cattaneo, ha emesso un’ordinanza analoga. Tiziana Mutasci, 39enne titolare di “Yassine Phone” di Via Bossi, è rimasta stupita da questa notizia. “Io sono qui da 6 anni e non è mai successo niente, eppure siamo in centro…”. I suoi clienti sono spesso extracomunitari ma ci sono anche italiani che frequentano questo posto potendo fare fotocopie, fax, telefonare e usufruire di internet. Dalla signora Mutasci funziona anche uno sportello per l’immigrazione che aiuta chi si rivolge a lei nelle pratiche relative per esempio a permessi di soggiorno e ricongiungimenti che devono passare per prefettura e . Le foto sono relative alla signora Mutasci e a tre simpatiche clienti: Yvette e Clarissa del Senegal e Carmen dell’Ecuador, residenti a Rescaldina e paesi limitrofi. Sapete che sono quasi 5 milioni gli immigrati regolari in Italia? Rappresentano il 7,2% dei residenti, una forza lavoro che produce il 10% del Pil ed un gettito di 7 miliardi di euro per l’Inps e di 3,2 miliardi per il fisco, il 5% del totale. L’età media degli stranieri è di 31 anni, contro i 43 degli italiani. Importante dire che l’aumento della criminalità non è proporzionale all’aumento della popolazione straniera residente. In aumento anche i matrimoni misti. In 12 anni (1995-2007) sono stati celebrati 222.521 matrimoni misti, dei quali 23.560 nell’ultimo anno, pari a circa un decimo del totale. La signora Tiziana Mutasci ne è un esempio avendo sposato un marocchino che con lei condivide “Yassine Phone”, dal nome di loro figlio…

