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SEI ENTRATO NEL BLOG DI MAURO

perchè Rescaldina è un paese dormitorio?

sabato 29 maggio 2010

Il 25 Aprile del sindaco in scarpe da tennis




Turate, domenica 25 Aprile, ore 11. Parte il corteo. La novità è la corona depositata anche dal gruppo consiliare Uniti nel Centrosinistra per Turate, nonostante abbiano dovuto insistere per poterlo fare. Cristiano Banfi, nuovo sindaco anche se sul sito comunale appare ancora il nome del cugino Leonardo Carioni, era al suo debutto istituzionale dopo il suo insediamento in consiglio comunale. E’ triste dover scrivere che ha fatto di tutto per far capire di essere poco interessato alla cosa a partire dal look giacca e scarpe da tennis ed è anche triste aver letto le riflessioni di chi di quel giorno ha scritto: “oggi credevo di andare alla celebrazione della festa della liberazione, ma temo di aver sbagliato in quanto il nostro sindaco ha parlato solo di famiglia, nonni, padri… non ha mai pronunciato le parole: resistenza, liberazione, partigiani, caduti per la libertà dal nazifascismo. Ho sbagliato data o commemorazione...”. Allora, per lui e per il nuovo sindaco, vorremo ricordare che il 25 aprile è la festa degli italiani, perché quel giorno del 1945 tutti gli italiani, compresi coloro che avevano preso parte al fascismo, sono tornati liberi, normali. Ma se è così, sarebbe bene allora che tutti noi non dimentichicassimo da dove arrivano, queste libertà e questa democrazia e che ci ricordassimo di ringraziare chi, là sui monti, non aveva niente, dormiva sulla paglia e viveva di quello che le donnette del paese portavano di notte, sfidando i tedeschi. Tutta gente con idee politiche diverse, ma uniti da due obiettivi: mandare via i tedeschi e fare in modo che il fascismo non potesse più tornare. Il nostro amico Ale Galli sul suo blog (www.alegalli.wordpress.com) ha scritto: “mio nonno allora era fascista, volontario franchista nella guerra civile spagnola; mia nonna invece era proprietaria di un albergo, nascondeva i partigiani nelle stanze sfidando i mitra tedeschi e, di notte, saliva sui monti a portare da mangiare. Si sono trovati e si sono sposati, e mio nonno, Maresciallo dei Carabinieri a Saronno negli anni ’60, ha servito lo Stato per il resto della sua vita, è stato sepolto avvolto nella bandiera italiana durante un funerale che ricordo con commozione e orgoglio. Loro, così diversi, hanno saputo superare le divisioni, sposarsi, avere dei figli, costruirsi un futuro…”. Ma quale futuro adesso se le cose vanno così?

Un egiziano disoccupato ritrova un portafoglio e lo restituisce


Mohmoud Ali Taha Mohamed, egiziano 33enne residente a Turate, proprio mentre si svolgeva il Consiglio Comunale è entrato nel cortile chiedendo ai presenti, usciti per fare commenti e fumare, come poteva fare per restituire un portafoglio che aveva trovato sulla strada appena fuori, nei pressi del bar adiacente. Lo abbiamo allora portato personalmente alla vicina caserma dei Carabinieri visto che l’ufficiale di polizia locale presente non poteva muoversi per fare il verbale. Lo stesso preposto, in caserma, dopo aver preso tutti i dati ed aver steso la denuncia di rinvenimento prevista in questi casi, ci diceva che difficilmente chi restituisce un portafoglio vi lascia il contante presente. Mahmoud invece ha restituito anche il centinaio di euro che c’erano dentro il portafoglio dicendoci candidamente: “non lavoro e non ho soldi, ma quelli non erano soldi miei”. L’egiziano è giunto in Italia più di due anni fa e vive con il cugino nei pressi del centro. Ha fatto il muratore ma attualmente è disoccupato. Che dite, non lo meriterebbe un lavoro?

Il caso della coccarda tricolore


E’ iniziato subito con un siparietto il Consiglio Comunale. Infatti sia i due consiglieri di “Uniti nel Centro Sinistra per Turate” che tutti i simpatizzanti della lista presenti in aula avevano appuntata sulle giacche una coccarda tricolore. Il motivo è stato spiegato dalla capogruppo Cosetta Garavaglia che ha detto che è stata una decisione presa al loro interno per celebrare i 150 anni dall’Unità d’Italia. Un altro effetto dell’iniziativa, presa anche per competere con il fazzolettino verde degli iscritti alla Lega Nord, è stato quello di mostrare a tutti quanto siano partecipi della cosa pubblica anche solo da un punto di vista numerico visto che il pubblico era disseminato di tricolori…

Il bilancio di un Consiglio Comunale incandescente…




Consiglio Comunale con scintille quello di lunedì 17 che andava a discutere del bilancio; prova ne è che quando eravamo dai Carabinieri per la denuncia di rinvenimento (vedi articolo) abbiamo potuto sentire che l’ufficiale di polizia locale chiedeva preoccupato rinforzi all’Arma. Due cose ci sono rimaste impresse nonostante l’uscita. La prima è che il sindaco Cristiano Banfi dipende in maniera imbarazzante dal Segretario Comunale che rispondeva in sua vece spesso e volentieri. La seconda che lo stesso segretario ha presente anche lui a spanne le varie procedure tanto da rimanere interdetto quando la capogruppo di “Uniti per il Centrosinistra di Turate” Cosetta Garavaglia ha dichiarato di non aver potuto procedere alla stesura di emendamenti sul bilancio. Ci è rimasto poi l’eco di una domanda che abbiamo sentito: cosa ci fa un assessore esterno che non è un tecnico? Nello specifico perché il signor Cono Raffaele Addamo è assessore al bilancio e al commercio non essendo un tecnico del settore?

venerdì 28 maggio 2010

Camminmangiando








Alla fine anche Armando, il volontario della Pro Loco che faceva da servizio scopa, cioè controllava che tutto fosse in ordine alle spalle dei partecipanti, ha potuto bere il bicchiere della staffa di “Camminmangiando”, camminata nella natura con tappe culinarie che ricalcano le portate di un pranzo, evento ormai diventato tradizione del I° maggio rescaldinese. Il ritrovo era per le 10,30 al ‘pallone’ di Rescalda, dove si sono eseguite le ‘punzonature’ dei quasi 100 partecipanti e dove si sono preparati i manicaretti da portare nei punti di ritrovo, come quello della signora Emilia Masun (nella foto), dove custodisce i covoni di paglia. Non c’era un nastro di partenza, né è stato dato un via!; semplicemente Gigi ha detto: “andiamo” e sono partiti a scoprire il bosco del Rugareto e i sentieri che costeggiano il torrente Buzzente. Unico neo, non certo dovuto all’ottima organizzazione della trentina di volontari della Pro Loco, organizzazione che con le altre associazioni cerca in tutti i modi di tenere alta la socialità del paese, la presenza di rifiuti vari nei boschi e purtroppo anche di siringhe: “su questa stradina la notte si riuniscono i balordi della zona per fare le loro porcate… - spiegava uno dei partecipanti – è un vero peccato che siano state denunciati i casotti dei boschi dove spesso si facevano barbecue e quant’altro perché era un’iniziativa, se vogliamo illegale, ma che contribuiva a tenere puliti i boschi e nel contempo a tenere lontana certa gente”.

Notte bianca… coperta





Peccato: la “notte bianca” di sabato 17 si è svolta solo al coperto sotto il pallone dei campi di Rescalda ed alle medie, dato il tempo altrettanto coperto, anzi piovoso. Ce lo ha sottolineato anche il sindaco Magistrali che ha aggiunto: “è stata comunque una grande occasione di aggregazione partita nelle scuole con la fiera del libro ed allargata al contributo sempre puntuale ed entusiasta delle associazioni”. “Dovremo proprio deciderci a cambiare data” ci ha detto invece un esponente della Pro Loco, mentre Gigi, della compagnia della Torre, era basito dall’acustica della struttura sportiva ma ci diceva anche che loro sono abituati alle difficoltà proprio mentre ci parlava della cantina dove abitualmente fanno le prove e della nostalgia per il bellissimo teatro omonimo, ora chiuso non si sa fino a quando. “Vedrà che lo riapriremo” è stata però la promessa del sindaco. E’ stata quindi una festa partita con grandi ambizioni che ha dovuto adattarsi alle condizioni atmosferiche riuscendo però a mantenere tutta la vivacità e la voglia di esserci e di fare di molti giovani e di molte persone che cercano di trasmettere idee e passioni, a partire magari da Corrado Sambito, uno che suona anche con grandi cantanti, che ha saputo raccogliere attorno a sé molti ragazzi per inserirli nella Banda del paese. E’ stato molto bello vederli addirittura pulire i loro strumenti alla fine dell’esibizione, soprattutto perché è stato un gesto che parla del loro amore per la musica. Questo, beninteso, senza tralasciare o sottovalutare l’apporto di tutti gli altri volontari, anzi. La domanda finale d'obbligo a questo punto è: “e se l'acqua fosse solo una metafora?

Quando andai a cena con l’Avvocato…


Tutti a Turbigo conoscono Camillo Cedrati, classe ’34, per 15 anni dirigente accompagnatore dell’Inter prima di Facchetti. Quando, di solito la domenica mattina, si ferma al bar Tapella di Via Allea Comunale per un aperitivo, c’è sempre chi gli chiede notizie fresche sulla squadra anche se ormai non la segue più così da vicino come una volta. “Dal di fuori sembra tutto bello, ma sappi che fare l’accompagnatore della squadra era ed è un impegno non indifferente: bisogna preparare la distinta, i documenti, caricare i giocatori prima della partita e durante l’intervallo quando sei negli spogliatoi con loro e l’allenatore. Per non parlare delle trasferte, spesso massacranti almeno ai miei tempi. Adesso si prende l’aereo in qualsiasi occasione, allora si andava in pullman e ricordo ancora un interminabile ritorno da Reggio Calabria in treno. E ci sono anche gli inconvenienti: ricordi quando tornai dalla Turchia con la dissenteria?”. “Beh, però ha avuto modo di frequentare un certo ambiente”. “Certo, hai ragione. Pensa che una volta sono stato anche a cena con il Trap e l’Avvocato…”. “Cosa mi dice del Trap?”. “Secondo me è stato il miglior allenatore che ho conosciuto, indipendentemente anche dallo scudetto dei record. Lui era semplicemente straordinario, sia per come preparava le partite che durante le gare; senza dubbio un grandissimo motivatore. Avevamo una tradizione ad ogni partita: portavamo un asciugamano che distendevamo sui nostri due sedili e poi c’era un frate che ci preparava una bottiglietta con l’acqua santa che io spargevo attorno alla panchina a più riprese. Dopo il Trap venne Orrico ma il frate continuò a darmi l’acqua santa fino al giorno in cui Orrico, per sbaglio, assetato, prese la bottiglietta e la bevve! Sapessi poi le imprecazioni che gli ho tirato!”. “Ma com’è che è entrato nell’Inter?”. “Nel ’61 fondai l’Inter Club alla pesa e poi istituii un premio in cui i giornalisti votavano il miglior giocatore nerazzurro. Non esagero se ti dico che qua a Turbigo venivano sempre decine di giornalisti, compreso Gianni Brera e Maurizio Mosca. Vennero anche dirigenti nerazzurri che mi tirarono dentro, poi Fraizzoli volle che facessi l’accompagnatore”. “Il calcio di allora è diverso da quello di adesso?”. “Non c’è dubbio. Pensa che allora il premio partita, per quelle più importanti come con Milan e Juve, era una sterlina d’oro. Mazzola guadagnava 28 milioni, Facchetti 26. Ai tempi ricordo che comprai un appartamento per 6, quindi i migliori giocatori dell’Inter, col guadagno di un anno, potevano comprarsi poco più di 4 appartamenti. Adesso quanti? Dimmelo tu… Allora c’era anche molta più serietà ma tant’è”. “E Mourinho?”. “Probabilmente se ne andrà e fa bene naturalmente se vuol curare i suoi interessi. Se vinciamo sabato sera, e tocco ferro, lui dal Real Madrid prenderà almeno 30 milioni l’anno, vedrai”. “Chi arriverà?”. “Penso Benitez o Capello, più Capello però: Benitez ha dietro uno staff troppo numeroso.” “Lei dove sarà sabato sera?” “In tribuna s’intende! E sappi che vinceremo! Dai quando riprenderanno gli allenamenti andiamo insieme ad Appiano, te li presento, anche se sei un milanista…”.

Il compleanno col botto del parrucchiere del Che


Conoscere Emilio Girasole, coiffeur di Unisex Air Point di Via Colombo, significa conoscere cosa vuol dire la passione per il proprio lavoro unita alla predisposizione ai rapporti interpersonali, cosa che spesso stride in questo mondo in cui tutto viene risucchiato da centri commerciali e negozi low-cost. Da sempre è risaputo che i parrucchieri raccolgono le confidenze dei clienti e sono fonte di ‘spetegules’ tra giornali di settore e calendarietti sexy profumati… Emilio Girasole è senz’altro una persona molto estrosa, vedi ad esempio il look, la gabbia con canarino appesa fuori sul ramo di un albero o la bandiera di Che Guevara esposta a volte su di uno specchio. Poi, essendo anche intelligente, ha saputo, nel corso degli anni, perfezionare ciò che è nella leggenda del settore con la cura dei particolari: dal biglietto d’auguri per il compleanno del cliente memorizzato su scheda personale, all’accogliere personalmente la vecchietta che scende dalla macchina o farlo fare a Silvia od alla sorella Marianna, che collaborano con lui. Tutte cose che hanno creato un certo ambiente familiare e confortevole per cui gli è stato facile, settimana scorsa, il giorno in cui chiude la sera tardi, organizzare un happy hour per festeggiare il suo compleanno invitando le clienti più affezionate e quelle… del momento. Così anche il cliente dell’ultima ora si è ritrovato con un pasticcino in mano ed un bicchiere di spumante stropicciandosi gli occhi per un simile trattamento e fa niente che probabilmente è rientrato a casa una mezz’ora dopo: ha passato un momento piacevole in tutto relax. C’è da scommettere che la prossima volta non dirà “vado dal parrucchiere” ma “vado da Emilio”…

Yassine phone: telefono, internet, e tanto altro




Il sindaco di Ceriano Laghetto, Dante Cattaneo, affermando che “l'esperienza ci insegna che attività come rivendite di kebab e di telefonia diventano spesso punti di incontro senza regole di immigrati clandestini se non veri e propri paraventi di attività illecite, con gravi conseguenze sulla qualità della vita e la sicurezza dei residenti”, ha emesso una delibera che ha fissato limiti e divieti per queste attività. Divieto nel nucleo storico, procedura negoziale in periferia. Pochi mesi dopo anche il sindaco di Rovello Porro, Gabriele Cattaneo, ha emesso un’ordinanza analoga. Tiziana Mutasci, 39enne titolare di “Yassine Phone” di Via Bossi, è rimasta stupita da questa notizia. “Io sono qui da 6 anni e non è mai successo niente, eppure siamo in centro…”. I suoi clienti sono spesso extracomunitari ma ci sono anche italiani che frequentano questo posto potendo fare fotocopie, fax, telefonare e usufruire di internet. Dalla signora Mutasci funziona anche uno sportello per l’immigrazione che aiuta chi si rivolge a lei nelle pratiche relative per esempio a permessi di soggiorno e ricongiungimenti che devono passare per prefettura e . Le foto sono relative alla signora Mutasci e a tre simpatiche clienti: Yvette e Clarissa del Senegal e Carmen dell’Ecuador, residenti a Rescaldina e paesi limitrofi. Sapete che sono quasi 5 milioni gli immigrati regolari in Italia? Rappresentano il 7,2% dei residenti, una forza lavoro che produce il 10% del Pil ed un gettito di 7 miliardi di euro per l’Inps e di 3,2 miliardi per il fisco, il 5% del totale. L’età media degli stranieri è di 31 anni, contro i 43 degli italiani. Importante dire che l’aumento della criminalità non è proporzionale all’aumento della popolazione straniera residente. In aumento anche i matrimoni misti. In 12 anni (1995-2007) sono stati celebrati 222.521 matrimoni misti, dei quali 23.560 nell’ultimo anno, pari a circa un decimo del totale. La signora Tiziana Mutasci ne è un esempio avendo sposato un marocchino che con lei condivide “Yassine Phone”, dal nome di loro figlio…

Manila Leoni: in colonia con i ragazzi e al lago con gli anziani


220 ragazzi della scuola primaria e secondaria il 14 Giugno partiranno per la colonia fluviale di Via Novara, poco prima del ponte di ferro che attraversa il Ticino: 160 ragazzi di Galliate si uniranno ai 60 di Turbigo che verranno raggiunti il 1° Luglio da 30 bambini della materna turbighese. Tutti vi resteranno fino al 30 Luglio, giorno di chiusura del centro estivo. L’orario di apertura sarà dalle 8:30 alle 17:00 mentre il trasporto verrà assicurato tramite scuolabus con partenza ed arrivo nella zona dell’Arbusta e di Piazza Bonomi. Il costo medio previsto è di circa 4 € al giorno. Si tratta senza dubbio di una proposta educativa di crescita e di socializzazione molto importante che rappresenta uno spazio ideale per la progettazione del tempo estivo dei ragazzi. Verrà presentata nei dettagli lunedì 31 alle 21 presso la “sala delle vetrate” del Comune. Le domande d’iscrizione dovranno pervenire all’ufficio servizi sociali di Turbigo entro il 4 Giugno negli orari di apertura al pubblico. L’assessore alle politiche della famiglia e ai servizi sociali Manila Leoni ha aggiunto inoltre, per quanto riguarda il problema degli anziani ma non solo, che è attivo, dietro pagamento di un contributo che varia da 2,70 a 3,60 €, un servizio di pasti a domicilio tutti i mezzogiorno per tutto l'anno esclusi i giorni festivi. Il servizio è fornito dal Comune su richiesta dell'interessato o dei familiari previo parere favorevole degli uffici preposti. Ne usufruiscono ben 40 turbighesi che prossimamente avranno una gradevole opportunità. In collaborazione con la ditta Sodexo appaltatrice del servizio refezione scolastica e servizi ristorativi comunali, verrà offerto un soggiorno gratuito per due persone in bassa stagione di una settimana a San Felice di Benaco (Bs). Devono però essere autosufficienti in quanto la struttura messa a disposizione non garantisce un servizio continuativo d’assistenza. L’assessore sta sondando la disponibilità tra coloro che hanno i requisiti necessari. I pasti a domicilio vanno ad aggiungersi agli altri servizi erogati alla persona: da quello di assistenza domiciliare rivolto a soggetti disabili ed anziani parzialmente o totalmente non autosufficienti a quello di formazione all'autonomia: centro diurno per soggetti affetti da disabilità medio lievi con finalità destinate all'integrazione e alla riabilitazione sociale. “Tutte iniziative che mirano alla integrazione sociale dei soggetti maggiormente fragili e quindi con problematiche maggiori – ha concluso la Leoni – cercando di toglierli dal loro guscio per estirpare quella grossa piaga sociale che si chiama solitudine”.

Un altro dramma della depressione


M.G.B., 61 anni, venerdì 21, come tutti i venerdì, è andata dalla parrucchiera. Poi sembrerebbe che abbia imboccato a piedi Via Roma e sia scesa per il vicolo che porta al Naviglio. Probabilmente quello che vedete è l’ultimo paesaggio visto dalla signora che, arrivata sul posto, si è buttata nel canale. Questo almeno da voci raccolte in paese in quanto anche al comando di Legnano non avevano altri particolari se non i dati dell’avvenuto suicidio. Un altro dramma della depressione si è così consumato lasciando sgomenti parenti, conoscenti e la stessa assessore Leoni che per prima ci ha detto del fatto presa da un senso d’impotenza di fronte ai misteri che ci riserva la vita.

Parata del 2 giugno

La celebrazione della Festa della Repubblica del prossimo 2 giugno resterà presumibilmente alla storia. Innanzitutto il Sindaco, Laura Mira Bonomi, coglierà l’occasione per ringraziare le associazioni ed i gruppi per la grande collaborazione che in questi dieci anni di mandato si è venuta a creare. Passerà tutti in ‘rassegna’ con alcuni esponenti dell’Arma ed il Sen. Mario Mantovani, Sottosegretario alle Infrastrutture. Alle 9 è previsto il ritrovo al Monumento dei Caduti e l’inaugurazione di Largo Caroli, dedicato all’aviatore turbighese che con le sue gesta fu protagonista durante la seconda Guerra Mondiale. Seguirà la sfilata sull’Allea dei corpi d’arma, delle associazioni, dei rioni, delle bande e delle scolaresche. Quest’anno non potrà essere presente la Fanfara di Magenta sostituita dalla “Tramonti – Crosta” di Lonate Pozzolo, una delle migliori fanfare d’Italia. Saranno inoltre presenti i bersaglieri in bicicletta della “Luciano Manara” di Milano, il gruppo Paracadutisti di Legnano, il gruppo storico “Generale Cler” di Magenta e il Gruppo Storico-Risorgimentale di Novara. I cittadini potranno inoltre ammirare lo spettacolo degli sbandieratori di Grugnasco e l’esibizione dei corpi bandistici ‘La Cittadina’ di Turbigo e Santa Cecilia di Castano Primo. Al termine, si terrà la deposizione di una corona d’alloro innanzi a Palazzo De Cristoforis in memoria dei caduti di tutte le guerre e delle vittime del terrorismo.

La palla di cannone


La battaglia di Magenta è un episodio della seconda guerra d’indipendenza italiana. Fu combattuta il 4 giugno 1859 dai franco-piemontesi contro gli austriaci dopo che la notte tra il 2 ed il 3 giugno il genio francese gettò un ponte di barche di 180 metri di fronte a Turbigo iniziando così il passaggio del II Corpo d'armata che sostenne i primi scontri a Turbigo e Robecchetto. Successivamente, il ponte della dogana con quello della ferrovia, poco più a valle, rimasero l'unico passaggio per raggiungere la sponda sinistra del canale. Dopo accaniti combattimenti dall'esito incerto i francesi passarono sul Ponte Nuovo solo quando gli austriaci si ritirano attestandosi a Magenta. Dopo la vittoriosa battaglia, l'8 giugno gli alleati con Vittorio Emanuele II e l'imperatore francese entrarono vincitori in Milano, sfilando sotto l'Arco della Pace in corso Sempione.

giovedì 27 maggio 2010

Modi diversi di essere anziani: l’importante è non essere soli





Le immagini che vedete mostrano anziani che occupano il tempo in modi diversi soprattutto dal classico ‘fare il nonno’ (o la nonna). Sono anziani che escono dal privato e partecipano alla vita sociale magari anche solo giocando a carte alla Bocciofila “Casa del giovane” o nello splendido scenario di Villa Gray ma è comunque importante perché non si è soli e si condividono momenti di vita insieme. Mario Langè è poi un caso a parte visto che si impegna attivamente nell’Unitalsi dove cuce, anche personalmente, come potete vedere, pezze donate dalle maglierie per esempio con cui, con altre donne, confeziona vestiti che vanno in giro per chi ha bisogno.

Caritas: raccolta straordinaria di viveri di prima necessità


La Caritas cittadina, domenica 23, era in Piazza Chiesa per una raccolta straordinaria di viveri di prima necessità quali zucchero, olio, tonno e legumi. La raccolta ha dato buoni risultati tanto che, ci diceva un responsabile dell’organizzazione, Michele Cattaneo, per le prossime tre settimane 75 famiglie avranno un pacco viveri. Il 40% di queste famiglie sono italiane: la crisi ha colpito duramente… Ma la Caritas ha in cantiere anche altre nuove iniziative per cui è sempre alla ricerca di nuovi volontari: uno sportello per gli ammalati ed uno per chi ha perso il lavoro ed ha bisogno di essere reinserito. Un’altra iniziativa molto importante è il comitato contro le barriere architettoniche in collaborazione con gli assessorati dei servizi sociali e dei lavori pubblici.

Pd: “si scrive acqua, si legge democrazia”


Il Pd, domenica 23, in Piazza della Chiesa, era presente con un gazebo a raccogliere firme per un referendum perché l’acqua torni ad essere di tutti essendo un bene primario universale mentre invece, dicevano i responsabili del partito, attualmente le leggi italiane vigenti trasformano l’acqua in una merce che può quindi generare profitti a investitori privati. La campagna referendaria è partita a livello nazionale lo scorso 22 Aprile. “Si scrive acqua, si legge democrazia” è lo slogan perché la gestione dell’acqua non può essere regolata da logiche diverse dall’interesse esclusivamente pubblico fondato sul controllo e la partecipazione dei cittadini.

Le strutture ci sono è la gestione che è carente









La mattina la stazione è piena di pendolari che vanno a scuola o al lavoro ed hanno fretta di trovare un parcheggio. L’importante è prendere il treno in orario magari stretti come sardine ma tant’è. Ma immaginate di essere un disabile e di dovervi spostare con la carrozzina o, semplicemente, di andare in stazione spingendo un passeggino il primo pomeriggio o una domenica mattina ed immaginate anche che voi o chi vi accompagna abbiate bisogno del bagno. Allora si notano le cose che ai più sfuggono. La rampa appositamente costruita all’uopo è occupata spesso da biciclette parcheggiate da qualcuno che aveva fretta o magari non aveva voglia di arrivare al deposito biciclette e quindi, a parte le condizioni abbastanza pietose, è difficile passare ma poi, sorpresa ancora più grande, l’ascensore che porta al binario è fuori servizio ed il bagno è chiuso. Ed oltretutto se, quando si può, chiedi la chiave, se non hai il biglietto non te la danno. Perché? Semplice: la biglietteria chiude alle 13:30 e funziona solo nei giorni feriali quindi le Fnm hanno paura di atti di vandalismo per cui tutto è sotto chiave. Anzi, per dirla tutta, sembra che anche l’attrezzatura dell’impresa di pulizie lo sia e chi pulisce usa semplicemente una scopetta. Poi fa niente se nell’erba c’è anche la batteria di una macchina, i sacchi straripano, i topi fanno festa ed il sottopasso fa pena... lunedì mattina arriva presto!

L’ingegner Piero De Luca: nonno Piero…


Una città, così come un paese od una via, la sia conosce a tappe. Succede un po’ come quando ci si veste a cipolla: prima si sa più o meno dov’è, poi ci si passa velocemente in macchina, poi magari ci si ferma perché si è visto un negozio od un bar. Ma è quando la si percorre a piedi, e più di una volta, che la si conosce davvero. Quando ci si ferma a parlare con la gente che la rende viva, e non rimane solo del cemento messo lì per far dormire la gente. E’ in questo modo che una sera una coppia ha conosciuto uno strano personaggio che apostrofava il proprietario di un bar prendendolo in giro per i pesci dell’acquario. Una battuta tira l’altra ed i tre presero l’aperitivo insieme felici di aver spezzato l’incantesimo di desolante mortorio che permeava come una cappa soffocante sul paese. Piccolo, magro, un po’ ingobbito più che dall’età dalle vicissitudini della vita, vestito di nero con un basco in testa ed occhiali azzurri alla moda appoggiati nel collo del maglioncino, parlava rilassato facendo sfoggio del sorriso accattivante che ben s’accoppiava con quei suoi occhi chiari e sfavillanti. Di famiglia operaia, primo di sei fratelli maschi, non si potè permettere un matrimonio in bianco “costa troppo, la fuitina è stata inventata per quello…”, si è aggrappato alla vita con grandi sacrifici: la moglie, i figli, il lavoro, l’università ripresa tardi, a 28 anni, ma finita “sono ingegnere termico, quello delle caldarroste…”, è solito dire, con solo qualche ora rubata agli impegni per pescare e svuotarsi la testa. E poi il lavoro che l’occupava sempre di più, la perdita della moglie con la separazione e quella della madre che è passata a miglior vita. Col secondo bicchiere sono arrivati anche gli aneddoti come quello della signora di alta società con cinque dame di compagnia a cui ha offerto due ore spensierate in compagnia sua e degli amici che le facevano da menestrelli perché aveva dato in beneficenza la lauta mancia per averle sistemato la caldaia o quello del plaid arrotolato nel cestino della bicicletta per non far capire lo scopo per cui era stato preso. Racconti di un mondo che non c’è più e che a volte riaffiora in serate come quella che lasciano spazio anche ai sogni: una fondazione a cui offrire il ‘disturbo’ per lavori estemporanei di vecchietti in pensione o la creazione di mini appartamenti per anziani soli nella casa che sta andando in malora proprio prima di piazza mercato, un lascito alle suore. Andate a trovarlo qualche sera nel bar di via Bossi, vi dirà di essere l’ingegner Piero De Luca: nonno Piero…

Anche il sindaco all’incontro sulla residenzialità leggera



La residenzialità leggera è rivolta ad utenti clinicamente stabilizzati necessitanti di soluzioni abitative dove vivere una breve esperienza o la vita intera cercando di esprimere sé stessi nella quotidianità delle attività domestiche e lavorative con personale socio-sanitario multi professionale a fare da supporto, a ‘buttare un occhio’, coinvolgendo anche i famigliari e la rete sociale che li circonda. Tra non molto 5 ragazzi entreranno in una casa messa a disposizione dal Comune, cinque ragazzi che prima erano in comunità ad alta e media protezione: Sabrina, Andrea, Valerio, Walter Glauco che ha parlato per tutti lunedì 24 in sala Morandi all’Ospedale. Ad ascoltarlo anche il sindaco Luciano Porro e l’assessore ai servizi sociali che, proprio ieri, venerdì 28, all’Auditorium dell’Aldo Moro di Viale Santuario, hanno incontrato le associazioni operanti nel sociale aI fine di condividere I'analisi dei bisogni sociali e delle criticità emergenti per creare una ‘rete’ ancora più ampia di supporto alle famiglie ed alle situazioni di maggiore difficoltà. Non a caso anche in sala Morandi erano presenti delle associazioni come i famigliari, il Clan/desino e Asvap4, nonché la Cooperativa Sociale Sun-Chi che si occupa dell’inserimento lavorativo di facilitatori sociali ma non solo ed una responsabile della Cooperativa Icos che avrà l’appalto dell’abitazione di residenzialità leggera la quale, puntando come fa su di una psichiatria più incentrata sul tessuto sociale e sulla prevenzione, s’inserisce perfettamente in questa ottica e, a lungo andare, costa anche meno visto che si parla di un quarto rispetto ad una residenzialità ad alta protezione.

Intervista al regista saronnese Riccardo Banfi


Martedì 25 “Buonanotte”, finalista del David di Donatello, è stato proiettato, applauditissimo, al Silvio Pellico prima della pellicola prevista come cineforum; la Biblioteca di Cesate, dove lavora, ha indetto un concorso di corti al quale sono già pervenute circa 200 adesioni; addirittura il sindaco Roberto Della Rovere appare in un ‘cameo’ nell’ultima pellicola, un musical ambientato tra i libri: “Bibliotecari mouse”... Saranno anche piccole cose, ma un po’ è cambiata la vita del trentunenne saronnese Riccardo Banfi, laurea in statistica, bibliotecario con la cinepresa in mano. Arrivare a Roma, la macchina con l’autista, l’incontro con attori e registi come Bud Spencer e Terence Hill, Margherita Buy e Giuseppe Tornatore sono cose che lasciano il segno, che accrescono l’autostima. “Mi è arrivata una mail con cui mi si facevano i complimenti – ci ha spiegato – non volevo crederci. Ho risposto dicendo di non prendermi per i fondelli. Poi m’ha telefonato in lacrime l’attore protagonista: Gianpiero Aceto ed a quel punto ho pianto anch’io…”. “Buonanotte” è un instant film realizzato in cinque giorni per “Location Piacenza 2009”, dura 9 minuti. E’ la storia di un uomo che, ogni notte, prende con sé una borsa ed esce in silenzio dalla propria casa dopo aver appena finito di raccontare ai suoi figli qualcosa che è servito a farli addormentare. Solo, nella città deserta, cerca dei suoni da inserire nella storia… La sceneggiatura è sua e di Andrea Tarabbia, il Nanni Moretti del varesotto, come lo sfottiamo noi, fotografia, animazione, post-produzione video sono di Lorenzo Clerici, le musiche di Marco Castelli e le illustrazioni del cartoon finale di Paola Pappacena, una che andava a prendere in prestito libri a Cesate mentre gli altri sono ex compagni di liceo. “Tutto è nato parlandone una sera a cena con Serena, avevo appena letto del concorso. Non si pagava nulla, quindi perché no? Qual è l’idea che c’è dietro? Abbiamo appena avuto una figlia…”.